IPOCRISIA SENZA LIMITI
La
Stampa di lunedì tre marzo riporta, a pagina sei, un box a firma MA.BRE., dal
titolo: "La lista Tsipras e i (non) candidati".
L'imbrattacarte scrive, riprendendo una parte della dichiarazione di alcune
personalità - tra cui Moni Ovadia, Adriano Prosperi, e Barbara Spinelli [nella
lista di nomi pubblicata risultava anche Andrea Camilleri, ma il comitato dei
garanti della lista ‘L’Altra Europa-per Tsipras’ ha chiesto (lunedì tre marzo,
n.d.r.) al sito di MicroMega (http://temi.repubblica.it/micromega-online) di
contribuire a diffondere la seguente smentita: "La notizia della
candidatura di Andrea Camilleri è destituita al momento di fondamento ed è
stata infatti tolta dal sito http://www.listatsipras.eu. La definizione della
lista è ancora in fieri"] - con la quale gli stessi accettano di prendere
parte alla lista italiana che sostiene la candidatura del leader greco
dell'Alleanza della Sinistra Radicale (Syriza) alla carica di presidente della
Commissione Europea; il passaggio citato dallo scribacchino è il seguente:
"Se eletti lasceremo il nostro posto al parlamento a candidati che più di
noi hanno le energie e le competenze".
Il quasi anonimo operatore dell'informazione aggiunge come commento una sua
personale interpretazione che non è condivisibile: "Tradotto: voi date il
vostro voto a Camilleri o Spinelli, ma in Parlamento ci andrà qualcun altro.
Con buona pace del rapporto diretto eletto-elettori".
Ora: è sicuramente vero che non è corretto chiedere il voto per sé stessi, e
poi lasciare il posto ad altri, ma il fatto che i suddetti personaggi abbiano
dichiarato in anticipo le proprie intenzioni, è un indice di correttezza, che
ritengo profondamente ipocrita canzonare, come sembra fare il signor Bre.;
costui, essendo collaboratore di un quotidiano dell'importanza di quello
torinese, si suppone che abbia abbastanza esperienza per non ignorare che la
medesima cosa viene fatta sistematicamente dagli esponenti di qualunque
schieramento.
Allora, perché prendersela con chi le sue intenzioni le mette nero su bianco a
priori - chiedendo in realtà il voto per la lista, non per loro stessi - e non
indignarsi per quei politicanti che si presentano capolista in tutte le
circoscrizioni elettorali per, solo successivamente, decidere in quale
accettare la nomina e lasciare il proprio seggio, conquistato negli altri, a
diversi esponenti del medesimo cartello, ledendo comunque quello che lo
scribacchino definisce il rapporto eletto-elettore?
Genova, 04 marzo 2014
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com